Vicenza preziosa

Scritto da Maurizia Ghisoni | giugno 26, 2024 0
Vicenza, panoramica su Piazza dei Signori, credits Alberto Campanile

Vicenza, panoramica su Piazza dei Signori, credits Alberto Campanile

Capita non di rado, nella stampa turistica, di usare l’espressione città gioiello, borgo gioiello, isola gioiello… Definizione che, per Vicenza, è particolarmente calzante perché, qui, oltre alle meraviglie architettoniche (siamo nella città del Palladio), i gioielli si fanno veramente e testimoniano una storia millenaria, iniziata sotto il dominio longobardo e fiorita con la Serenissima.

Oggi, Vicenza è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per l’arte orafa, la cui eredità è custodita nel Museo del Gioiello, unico nel suo genere, gestito da Italian Exhibition Group e dal Comune, all’interno della prestigiosa Basilica Palladiana.

Come potete vedere dalle immagini, il luogo indaga le diverse concezioni di gioiello legate al tempo, al gusto, alla cultura. In poche parole, alla storia dell’uomo.

Tutt’attorno al Museo, si snoda la parata di palazzi e monumenti meravigliosi di Piazza dei Signori, un altro museo a cielo aperto.

Ma, seguitemi in questa scoperta!

SCRIGNO PREZIOSO NEL CUORE DELLA CITTA’

Vicenza, la Basilica Palladiana con l'insegna del Museo del Gioiello

Vicenza, la Basilica Palladiana con l’insegna del Museo del Gioiello

Primo museo nato in Italia e uno dei pochi al mondo dedicato esclusivamente all’arte gioielliera, il Museo del

Gioiello di Vicenza è uno spazio espositivo permanente di 410 metri quadrati collocato all’interno della

Basilica Palladiana, patrimonio Unesco, nella centralissima Piazza dei Signori.

Inaugurato nel 2014, è un progetto di Italian Exhibition Group SpA, società fieristica che organizza il salone internazionale della gioielleria Vicenzaoro, e gestito in partnership con il Comune di Vicenza.

Il Museo rende omaggio alla tradizione di uno dei distretti orafi più importanti d’Italia e offre un’originale esperienza estetica e conoscitiva attorno a un oggetto dalle origini antiche e radicate nella cultura umana.

Progettato nell’allestimento dalla designer Patricia Urquiola, il Museo si sviluppa su due livelli: al piano terreno il

bookshop con pubblicazioni scientifiche di diffusione nazionale e internazionale e una sala dedicata alle

esposizioni temporanee, e al piano superiore l’area espositiva permanente scandita da nove sale tematiche.

 GIOIELLI ITALIANI, L’ESPOSIZIONE PERMANENTE 

Vicenza, interni del Museo del Gioiello, credits Alberto Campanile

Vicenza, interni del Museo del Gioiello, credits Alberto Campanile

Come spiega Elena Cappellaro, simpatica e preparatissima guida turistica, protagonista della mostra permanente Gioielli Italiani è l’evoluzione della gioielleria made in Italy, esplorata in un percorso espositivo di nove sale a tema: Simbolo, Magia, Funzione, Bellezza, Arte, Moda, Design, Icone, Futuro.

Curata da Alba Cappellieri, professore ordinario al Politecnico di Milano e alla Stanford University, la mostra mi guida tra le migliori storie orafe nazionali con una selezione di 270 opere di artisti, artigiani, designer e maison prestigiose.

Museo del Gioiello, Sala Simbolo, parure di corallo

Museo del Gioiello, Sala Simbolo, parure di corallo

Dalla lucentezza dell’oro, dei diamanti e delle pietre preziose alla cromia del corallo e del cammeo, dalle lavorazioni in filigrana alle miniature del micromosaico, il racconto di questo Museo copre un arco temporale lunghissimo, dal IV millennio a.C. al 2020.

Tra i pezzi più spettacolari, la Corona e il Pettorale della Madonna di Monte Berico, patrona della città; creazioni uniche composte da gioielli ed ex-voto donati da famiglie nobili e dal Papa Leone XIII. Un’opera di alta oreficeria, emblema ancora oggi della lunga e prestigiosa tradizione orafa vicentina, attestata fin dal 1399, anno di istituzione della Fraglia degli Orafi, la corporazione degli artigiani del gioiello.

La Corona della Madonna di Monte Berico, nella Sala Simbolo, Museo del Gioiello

La Corona della Madonna di Monte Berico, nella Sala Simbolo, Museo del Gioiello

 

EPOCHE,  FUNZIONI,  CURIOSITÀ

Nelle nove sale del Museo, si alternano epoche, materiali, tecniche e storie preziose. Si va dal pezzo più antico, un monile realizzato con denti di cane lupo e conchiglie forate (Sala Magia) risalente all’età del rame (IV millennio a.C), a quello dell’azienda con più storia, la collana Foglie d’autunno (1996) di Gianmaria Buccellati, la cui maison nasce a Milano nel 1919.

Museo del Gioiello interni, collana Foglie d'Autunno, Gian Maria Buccellati

Museo del Gioiello interni, collana Foglie d’Autunno, Gian Maria Buccellati

Il pezzo più curioso è Brush Ring (2005), un vero e proprio spazzolino da portare al dito, di Paolo Ulian, un artista attento all’aspetto sociale del design (Sala Funzione), mentre quello più colorato è la collana Firefly (2018) di Sharra Pagano, realizzata in vetro e cristalli, in pieno spirito anni Settanta (Sala Moda).

Nella Sala Design, curioso è anche l’Anello da lettura (2004) pensato da Matteo Ragni: un oggetto piccolo, dotato di ali, che tiene aperte le pagine mente lo si indossa.

Museo del Gioiello, Sala Futuro, anelli doppia falange e placca dorso mano argento, coll. Paola Volpi

Museo del Gioiello, Sala Futuro, anelli doppia falange e placca dorso mano argento, coll. Paola Volpi

Il materiale più originale lo si trova però nella collana Living Jewellery (2012) di D’Orica (Sala Futuro), composta da elementi d’oro, che incorniciano 20 celle fotovoltaiche, le quali emulano la fotosintesi attraverso un colorante magenta racchiuso tra vetri di cristallo. Le celle brillanti sono collegate tramite micro-gallerie nelle cornici in oro per trasferire l’energia necessaria ad alimentare un microcircuito nascosto, che consente alla collana di illuminarsi.

Nella Sala Bellezza, l’architettura si fonde con la gioielleria: in mostra l’anello Lucca Ring (2017) di Alessio Boschi, in oro rosa, oro bianco, diamanti bianchi, neri e champagne, rubino, zaffiro marrone, diamanti gialli e tsavoriti, modellato sulla piazza dell’anfiteatro della città toscana.

Museo del Gioiello, interni, Corona Ghirlanda di Cosimo Vinci, Sala Simbolo

Museo del Gioiello, interni, Corona Ghirlanda di Cosimo Vinci, Sala Simbolo

Nella Sala Simbolo, rubano gli sguardi la meravigliosa Corona Ghirlanda di Cosimo Vinci e la tipica produzione orafa veneta della catena manin (fine XVIII secolo), il cui nome deriva dalla tecnica realizzativa: gli anelli minuscoli delle collane venivano uniti da piccole abili manine, da qui il nome, componendo numerosi fili che le madri dividevano in parti uguali per le doti delle figlie.

I fili d’oro più sottili sono però nella Sala Arte, dov’è esposto il Vello d’Oro (2008) di Giovanni Corvaja: all’apparenza soffice come un manto, incarna il mito greco ed è il frutto di 1300 ore di lavoro, 28 chilometri di filo d’oro, 1.241.856 fili d’oro, 4000 granuli di platino per un peso di 324 grammi.

Ma c’è anche il cammeo più spettacolare, La vittoria di Dio sul Virus (2020), della storica bottega Ottaviano di Torre del Greco, che contiene circa 55 figure, tra cui l’arcangelo Gabriele che inizia la battaglia di distruzione del Covid-19.

In mostra, anche il pezzo realizzato per celebrare la fine della pandemia: Cuore di Crivelli (2020), sinonimo di rinascita, riscoperta e dell’importanza dei rapporti personali.

 

UN MUSEO APERTO ALLA CITTA’ E AL TERRITORIO

Vicenza, Museo del Gioiello, ciclo di workshop per adulti

Vicenza, Museo del Gioiello, ciclo di workshop per adulti

Non è solo uno spazio espositivo, il Museo del Gioiello, ma un luogo che si anima di eventi e iniziative aperte alla cittadinanza, per valorizzare un patrimonio artistico e culturale unico, coinvolgendo i giovani e integrando l’offerta turistica della città.

Tra le attività più gettonate, i laboratori a tema e gli itinerari guidati per bambini e famiglie, in collaborazione con l’associazione Scatola Cultura.

Per gli adulti che vogliono scoprire i segreti dell’arte orafa, ci sono cicli di workshop con la designer

orafa Barbara Uderzo, le cui opere sono state esposte in gallerie e musei internazionali, quali La Triennale di

Milano, il Museo delle Arti Decorative di Berlino e il Victoria and Albert Museum di Londra.

Il Museo del Gioiello partecipa inoltre a iniziative culturali di carattere nazionale, come la Notte dei Musei e a convenzioni e attività con i Musei Civici di Vicenza (Museo Civico di Palazzo Chiericati, Museo Naturalistico

Archeologico, Museo del Risorgimento e della Resistenza, Gallerie di Palazzo Thiene) e altre sedi museali della

città (Palladio Museum, Museo Diocesano). Attivi, infine, i percorsi didattici rivolti alle scuole di diverso ordine e grado.

IN  UN’ANTICA  BOTTEGA  ORAFA

Vicenza, Gioielleria Soprana, Stefano Soprana e Giovenzio Posenato con un gruppo di visitatori

Vicenza, Gioielleria Soprana, Stefano Soprana e Giovenzio Posenato con un gruppo di visitatori

Dopo aver visto tanta bellezza e originalità, viene voglia di mettere il naso in una delle antiche botteghe orafe vicentine, come quella di Stefano Soprana, quarta generazione di gioiellieri, a due passi dal Museo, nel cui laboratorio opera Giovenzio Posenato, decano dei maestri orafi, la cui tecnica e creatività sono sinonimo di raffinata eleganza.

Con un occhio alla storia, lo affascinano soprattutto i gioielli etruschi, e l’altro alla modernità, Posenato rappresenta un pilastro dell’arte orafa vicentina e con Stefano Soprana è stato protagonista di importanti progetti culturali, come il restauro della Corona della Madonna di Monte Berico o il ripristino della fase lunare nell’orologio della Torre Bissara, in piazza dei Signori.

<<Vicenza -sottolinea con orgoglio Stefano Soprana- è uno dei pochissimi distretti orafi che può vantare l’intera filiera di produzione; qui abbiamo tecnologie, pietre, accessori e tanta creatività>>.

UN TESORO  DI  CITTA’

Vicenza, Piazza dei Signori con la Loggia del Capitanato, credits Alberto Campanile

Vicenza, Piazza dei Signori con la Loggia del Capitanato, credits Alberto Campanile

Ma la bellezza, a Vicenza, la si trova anche fuori dai musei e dalle botteghe orafe, grazie al nutrito corredo di monumenti e palazzi, che porta la firma di architetti famosi, Palladio in testa, che rese la città una perla del rinascimento.

Piazza dei Signori, Patrimonio Unesco, è semplicemente strabiliante! La famosa loggia a serliane in pietra chiara della Basilica Palladiana, che Palladio, amante dell’architettura romana classica, aggiunse all’originario edificio gotico, la rendono particolarmente elegante e luminosa.

Vicenza, Basilica palladiana e la Torre Bissara, credits Alberto Campanile

Vicenza, Basilica palladiana e la Torre Bissara, credits Alberto Campanile

Sullo stesso lato, la bellissima Torre Bissara o Torre di Piazza e di fronte alla Basilica, sempre a firma Palladio, la Loggia del Capitano, al cui piano nobile si riunisce oggi il consiglio comunale, mentre nel rinascimento (1571 d.C.) ospitava l’autorità militare veneziana.

Completano il maestoso rettangolo della piazza, il Palazzo del Monte di Pietà con la trecentesca chiesa di San Vincenzo; la colonna con il Leone Alato in omaggio alla sottomissione alla Repubblica di Venezia e la colonna seicentesca con la statua del Cristo Redentore.

E questo non è che un assaggio di quanto Andrea Palladio abbia fatto per Vicenza e dintorni.

Vicenza, il monumento ad Andrea Palladio, credits Alberto Campanile

Vicenza, il monumento ad Andrea Palladio, credits Alberto Campanile

Un’altra meraviglia, assolutamente da non perdere, è il Teatro Olimpico (1580), il teatro coperto più antico del mondo, opera ultima di Palladio, che non ne vide la fine a causa della morte improvvisa. Capolavoro ispirato ai modelli di teatro all’antica, sulla scia degli studi del grande architetto Vitruvio.

Un percorso di visita inedito accompagna oggi tra le sue scene dallo straordinario gioco prospettico.

Vicenza, il Teatro Olimpico, opera ultima del Palladio, credits Alberto Campanile

Vicenza, il Teatro Olimpico, opera ultima del Palladio, credits Alberto Campanile

E poi, a due passi, ci sono le ricche collezioni d’arte di Palazzo Chiericati, sede dei Musei Civici, che abbracciano pittura, scultura, grafica, numismatica, tessuti, arti applicate.

Tra tante meraviglie e sempre a proposito di cose preziose, si possono ammirare due rarissimi cristalli di rocca incisi dall’orafo vicentino Valerio Belli (1545), amico di Michelangelo e Raffaello.

 

VICENZA   GOURMET

Vicenza, Ristorante Il Ceppo. bigoli con il ragù di anatra

Vicenza, Ristorante Il Ceppo. bigoli con il ragù di anatra

Dopo tanto camminare e visitare, è finalmente l’ora di una pausa pranzo coi fiocchi a un’indirizzo che, per i vicentini, è sinonimo di tradizione e qualità: Il Ceppo, in corso Palladio 196, di fronte alla casa che molti considerano del celebre architetto.

Lo si può definire un locale multitasking: al piano strada, si apre un’ampia gastronomia con scansie piene di ogni bendidio; al fresco piano interrato, una fornitissima enoteca con bistrot, dal cui pavimento in vetro si possono ammirare suggestivi spezzoni delle antiche mura romane.

Nel menù non mancano i grandi classici con qualche piacevole nota contemporanea: baccalà mantecato, soppressa vicentina, formaggio Monte Veronese con fichi caramellati, bigoli al sugo d’anatra e scorzette d’arancio; il tutto annaffiato da un bianco Durello dei Lessini e da un Tai rosso dei Colli Berici.

 

INFORMAZIONI UTILI

Il Museo del Gioiello si trova all’interno della Basilica Palladiana, in Piazza dei Signori, 44, a Vicenza. Fa parte

del patrimonio museale e monumentale del centro storico ed è visitabile con il biglietto unico Vicenza

Card&Much More.  Orari: dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, sabato e domenica

dalle 10:00 alle 18:00.

Sempre con la Vicenza Card si ha accesso ad altri dieci luoghi e monumenti emblematici della città.

 

 

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